Se ci guardiamo alle spalle, la nostra Brescia ha avuto una storia abbastanza travagliata, come d’altronde molte altre città italiane. E come molte altre città italiane è stata anche ispirazione per autori famosi che l’hanno inserita all’interno delle proprie opere.

Mi sono documentato un po’ per scrivere questo articolo e vorrei farvi una panoramica degli autori famosi che si sono interessati a Brescia; sarà una semplice infarinatura, non entrerò nel dettaglio.

Arnaldo da Brescia ed la nascita di Piazza Arnaldo

Parlando di Arnaldo da Brescia, parliamo non tanto di un autore quanto più di un personaggio importante per la città.

Nasce nel 1090 a Brescia e la sua vita è legata sin da subito alla Chiesa. Possiamo vedere la sua idea di Chiesa accostata alla figura di San Francesco. Arnaldo invita la Chiesa ad essere povera e quindi prova una forte avversione verso quello che era il mondo ecclesiastico dell’epoca in quanto essa criticata di essere distante dall’ideale di povertà.

Come avrete potuto leggere anche nella leggenda di San Faustino e Giovita, a quei tempi non si andava tanto per il sottile e se eri contro i potenti e contro i loro ideali, la persecuzione nei tuoi confronti era alquanto certa. La sua esistenza diventa difficile fin dal principio e nel 1955 viene consegnato al Papa Adriano IV, condannato all’impiccagione e bruciato, spargendo poi le sue ceneri nel Tevere.

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Credits: quibrescia.it

Piazzale Arnaldo con il suo monumento, opera dell’architetto Tagliaferri, viene edificato intorno alla prima metà dell’Ottocento e diventa il simbolo della Brescia anticlericale contro la Brescia cattolica. In quel momento c’era aria tesa tra lo stato italiano e la Chiesa e dunque, l’amministrazione laica dello Stato promuove la realizzazione della piazza dedicata ad Arnaldo da Brescia proprio per fare uno screzio alla Chiesa.

 

Ugo Foscolo ed i Sepolcri

I Due Sepolcri è una delle migliori e più compatte opere di Ugo Foscolo…che legame ha con Brescia? E’ stata semplicemente pubblicata in città nel 1807 mentre Ugo Foscolo era ospite presso Palazzo Martinengo.

Ugo Foscolo aveva una relazione con Marzia Martinengo e ciò gli permise di apprezzare Brescia, anzi, non solo di apprezzare, per certi versi ne ne innamorò tanto da citarla malinconico in diversi suo scritti. La descrive come la città dove splende il sole. Questo un piccolo estratto di una sua lettera a Marzia durante la sua permanenza a Milano:

Faccia il cielo che quando io verrò a trovarti la buona stagione continui; io vedrò splendere la divina luce dei giorno in quel vostro clima limpido, e la primavera vezzeggiare le colline di Porta Torlonga

Fonte: Brescialeonessa

 

Alessandro Manzoni e l’Adelchi

Brescia compare anche nell’Adelchi di Manzoni. Scritta nel 1820 narra delle vicende di Ermengara, la figlia del re longobardo Desiderio, ripudiata da Carlo Magno. Ebbene, nell’ Adelchi avviene che Ermengarda muore rifugiata nel Monastero di Santa Giulia a Brescia.

 

Gioacchino Rossini 

Rossini, nella biografia di Stendhal spiega come il personaggio si fosse innamorato dell?italia grazie alle sue numerose visit a Milano e Brescia. Rimase colpito ed affascinato dal Teatro Grande tanto da voler costruire un teatro simile anch’esso.

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Credits: teatrogrande.it

D’Annunzio 

Le vicende di D’annunzio sono decisamente più vicine ai giorni nostri.

Immagino che il Vittoriale a Gardone Riviera sia piuttosto conosciuto. Denominato “Vittoriale agli Italiani” è un complesso di edifici, strade, corsi d’acqua costruito da D’Annunzio per commemorare la sua vita e le imprese degli Italiani durante la prima Guerra Mondiale.

Per semplicità non viene chiamato “Vittoriale agli Italiani” ma si tende a chiamarlo solo “Vittoriale” riferendosi alla casa di D’annunzio. Tra l’altro la villa venne acquistata da un’intellettuale tedesco e prima si chiamava Villa Cargnacco.

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Credits: codau.it

Il rapporto tra Brescia e D’annunzio si evince anche da alcun romanzi che ha scritto.

Si annovera il romanzo “Forse che sì, forse che no” ambientato a Brescia e con protagonista un aviatore, data la passione per il volo da parte di D’Annunzio.

Infine, scrisse la poesia “Brescia” dedicata alla Vittoria Alata, una statua a quel tempo collocata presso il capitolium)

 

Corrado Alvaro

Sempre in un periodo relativamente poco distante da quello attuale, sto parlando del 1932, Corrado Alvaro partecipa all’inaugurazione di Piazza Vittoria con Mussolini che sale sull’Arengario. Corrado Alvaro descrive Brescia come bella, luminosa e bianca.

Questo post fa parte del progetto #AmazingBrescia di cui potete trovare spiegazione nel post: #AmazingBrescia secondo Recyourtrip.

 

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