Il Padiglione dell’Angola rispetta una legge (non scritta) un po’ strana che vorrei evidenziare: i Paesi con risorse limitate, i Paesi il cui padiglione, se dobbiamo dirla tutta, “non gli daresti nemmeno un centesimo…”, ecco che rispecchiano e centrano appieno il significato del tema centrale dell’Expo 2015 di Milano. Vengono evidenziati valori quali la centralità del pianeta, la sostenibilità nell’utilizzo del medesimo, la valorizzazione della propria terra, ancor più importante, la valorizzazione del popolo stesso per le sue peculiarità, e non discriminazione come accade in alcuni luoghi. Almeno, questo è quello che traspare dal fantastico Padiglione dell’Angola, forse il migliore che abbia avuto fino ad ora la possibilità di osservare.


Padiglione dell'Angola


Andiamo per gradi: cominciamo col dire che dall’esterno, paragonato ad altri padiglioni, “il centesimo davvero non glielo daresti nemmeno…” …Ma noi non dobbiamo limitarci all’esteriorità, dobbiamo andare al succo, ai contenuti.

L’abbiamo visitato nella nostra uscita serale; poca coda dato l’orario, (circa le 20.30). Tempo 10 minuti scarsi ci danno il permesso di entrare.

Mentre l’orda di persone, trepidanti di entrare come se fossero alle montagne russe di Gardaland, si fiondano subito verso i punti più interattivi, io, anzi noi, ci soffermiamo a leggere qualche didascalia….altrimenti come possiamo comprendere la cultura angolana….da qualche schermo che attrae l’attenzione solo per il fatto di essere luminoso?!…Eh no..il tempo è poco, ma qualche informazione che ci permetta di capire tutto il resto del Padiglione dell’Angola è necessaria.


Padiglione dell'Angola


Ci accolgono con un benvenuti e sottolineano come vogliano descrivere la loro cultura e sopratutto come, per il futuro, sia impegnino a preservare la biodiversità e l’equilibrio/armonia tra Natura ed Uomo.

Premessa fondamentale, poiché il Padiglione dell’Angola è centrato su questi aspetti.

Dapprima ci sono delle illustrazioni (in disparte a dire il vero) che evidenziano le caratteristiche principali del territorio angolano. Poi si entra nel padiglione vero e proprio ed il visitatore è stimolato in moltissimi punti, in qualsiasi luogo si trovi riesce a trovare sempre e comunque un’informazione, differente dalle precedenti, che lo riesca a soddisfare.

Com’è strutturato il padiglione dell’Angola? 

Il padiglione dell’Angola è strutturato su più livelli, 4 mi pare. All’ultimo piano c’è una bellissima terrazza.

Il primo step si concentra sulle 4 attività prevalenti angolane quali la pesca, l’apicoltura, l’allevamento ed infine l’agricoltura. Le varie installazioni ne decantano le particolarità e le caratteristiche principali. Vi sono anche schermi interattivi che permettono di scoprire meglio determinanti prodotti e piante…fatto sta’ che se voleste leggere tutto…una mezz’ora non basterebbe.


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Ma qual’è il perno centrale del Padiglione dell’Angola…al centro si ergono una serie di schermi che mostrano vari soggetti femminili appartenenti a diversi strati sociali ed a diverse professioni, vi sono inoltre dei tubi completamente pieni dei semi di quelle che sono le principali colture angolane.

Padiglione dell'AngolaTocca, infatti, un tema delicato, l’importanza della donna. Nel Paese, almeno il 50% è di fede cristiana, il 30% professa l’animismo….solo l’1-2% riguarda i fedeli dell’Islam….quindi nessuna donna sottomessa per “motivi religiosi”, anzi il padiglione dell’Angola le vuole rendere omaggio, la vuole celebrare in ogni aspetto; eleva la donna che lavora nei campi quanto la donna in carriera, la showgirl quanto la casalinga…

Confesso la mia ignoranza: quando ho visto le varie installazioni sono rimasto un po’ sbigottito, avevo malamente associato l’Angola, non conoscendolo bene, alla fede islamista. In realtà, poi, documentandomi, ho appreso questa fantastica notizia. A posteriori posso immaginare che tra le intenzioni di chi ha progettato il padiglione dell’Angola ci sia, anche ed appunto, la necessità di distaccarsi dai luoghi comuni creati dall’ignoranza che, purtroppo, tende ad associare tutta l’Africa all’Islam quando in realtà si tratta solo di mera e propria ignoranza.

Meglio così abbiamo imparato qualcosa!

Stiamo per salire per il secondo piano (semplice terrazzina di passaggio) quando, di colpo, scendono le tapparelle, si crea il buio e tutti gli schermi presentano le stesse immagini e si assiste ad un video “cartoonizzato” sempre relativo alla cultura angolana. Molto interessante perché i suoni avvolgono il visitatore e creano un effetto davvero carino. Non ho capito la cadenza, ad occhio sembra che parta ogni 10/15 minuti.

Al terzo piano del padiglione dell’Angola si fa la scoperta del cibo angolano, della produzione e del consumo in modo equilibrato del cibo prodotto.

Appena varcato l’ingresso vengo attratto dalla preparazione di un tipico piatto angolano…tra una fetta di cipolla e l’altra perdo un po’ troppo tempo; contemporaneamente mi accorgo che non sto guardando Masterchef e che esiste anche una cosa chiamata Youtube: ci sarà pur qualcuno che ha inserito i piatti tipici angolani!!….vi farò sapere..

Comunque, continuiamo la visita del padiglione e ci troviamo in un piccolo “cinema avvolgente” dove viene proiettato un video che spiega le diverse caratteristiche dei 4 settori angolani…Nord, Sud, Centro ed Est…trattasi di territori con terreni con caratteristiche diverse e prodotti molto diversi, oltretutto anche la stessa popolazione ha un grado di ricchezza diverso.


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L‘ultima parte del secondo piano è molto interattiva, ci si trova in un’area dove è spiegata la piramide alimentare del Paese, dove è possibile verificare il proprio stile di vita dal punto di vista alimentare, dove è possibile anche giocare con degli schermi interattivi (molto avvincente per i bambini).

La piramide alimentare con i loro prodotti mi ha attirato molto, essa toccava nettamente il tema cibo, inteso però come conoscenza approfondita dello stesso.

 

Quante volte mangiare un determinato prodotto in una data settimana? Quali sono le motivazioni? Che proprietà alimentari ha un prodotto?

 

Queste sono tutte domande che, purtroppo, le persone tendono a non farsi, invece, il padiglione dell’Angola ha voluto sottolinearle. In alto, ovviamente ci sono i cibi che, date le loro proprietà nutritive, devono essere consumati in quantità ridotte, in basso invece, vi sono alimenti più salubri dal punto di vista nutrizionale che il nostro organismo può assumere con maggior frequenza.

Interessante quindi questo aspetto che ricalca molto i temi di Expo 2015.

Salendo poi al quarto piano si arriva alla terrazza dalla quale si può avere un bello scorcio di expo dall’altro.


Padiglione dell'Angola


Ma non è tutto, il padiglione dell’Angola ha voluto focalizzare anche questo piano sul tema di Expo, ha installato numerose piante tra quelle spiegate negli step precedenti, il risultato è un ambiente bello ed interessante.

Si procede poi verso l’uscita, oppure chi vuole ha la possibilità di pranzare/cenare nel ristorante del padiglione.

Che dire? Dico che man mano che vediamo i padiglioni tende a verificarsi sempre di più la legge di cui sopra, Paesi a cui non dareste nemmeno un centesimo, che, una volta visitati, ti stupiscono in maniera positiva.

A nostro avviso, questo padiglione è stato davvero progettato bene e ricalca molto bene i concetti che devono essere trattati in questa esposizione universale.

 

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