Il padiglione del Brasile si trova sul decumano verso le uscite Ovest, è situato in parte a quello dell’Angola e lo potete individuare  benissimo…è molto semplice..infatti basta vedere dove c’è una marea di persone che fatica a tenersi in piedi, bambini che gridano e si divertono…ecco che siete arrivati al padiglione del Brasile. La parte esterna è davvero divertente: è stato ricreato un passaggio sopraelevato con tante corde che al passaggio dei visitatori si tendono per poi rilasciare energia in altri punti della rete, ciò fa in modo che si crei ilarità tra le persone dovuta alla goffaggine del “non riuscire a tenersi in piedi”. Sotto alla rete (si potrà poi passare verso il termine della visita del padiglione) ci sono installazioni di numerose piante che ricordano una giungla, numerosi sono anche i vaporizzatori che in una giornata di caldo intenso come quelle di questi giorni sono una manna dal cielo.

L’abbiamo visitato di sera e praticamente quasi non c’era coda; tendono a scaglionare comunque i visitatori perché, sebbene le reti siano in estrema sicurezza, se alla rete accedessero troppe persone contemporaneamente potrebbero crearsi scontri involontari, difatti non è affatto semplice riuscire a mantenersi in piedi quando qualcun altro ti passa a fianco.

Poi c’è il “fenomeno “selfie” di cui tutti siamo allo stesso modo succubi; impossibile non fermarsi a fare quella decina di selfie: “…no no no,questa non è venuta bene”…”no no no, questa avevamo gli occhi chiusi…”… “no no no, questa è venuta mossa….” …e ti credo che è venuta mossa, come fai a stare fermo con decine di persone che ti fanno rimbalzare…

Immaginatevi quindi queste decine di persone che cercano di fare i propri scatti, sarebbe un putiferio qualora facessero salire persone a go go.

Quindi questo aspetto del padiglione del Brasile è davvero divertente, prelude alla giocosità classica dei brasiliani: colore, natura, divertimento, sorrisi…tutti valori che ti aspetti da un popolo caldo come il loro..

…ma allora perché il padiglione del Brasile è bello a metà…

E’ appunto questo il punto. Terminate le reti si arriva all’ingresso della parte interna del padiglione del Brasile e stando ai presupposti precedenti ci saremmo aspettati di ritrovare colori, fantasia, musica, voglia di vivere, una forte focalizzazione sui prodotti locali e sulla produzione sostenibile degli stessi….ecco…il nulla di tutto ciò…


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Ovviamente la chiave di lettura che ha predisposto l’ideatore del padiglione del Brasile è differente da quella che ci saremmo aspettati, ma siamo comunque rimasti basiti. L’idea di fondo gioca sul mostrare come i brasiliani si siano impegnati nel trovare delle soluzioni ad esempio nel campo dell’allevamento, etc…

Si ok, capiamo l’alto orgoglio che determinate soluzioni possono creare, e possiamo anche concepire che il padiglione sia ideato per un progetto differente da quello che, suppongo, la maggioranza della gente si sarebbe aspettata…ma… perché fare tutto l’interno di colore bianco? Fossimo entrati nel padiglione della Lituania o di un paese nordico, avrei anche potuto comprendere…ma nel padiglione del Brasile no eh…

Certo, non tutti la penseranno come noi, ed è meglio che sia così, probabilmente siamo noi che non riusciamo a trovare la giusta chiave di lettura della seconda parte di questo padiglione, tanto vissuto all’esterno quanto desolato e desolante all’interno.

L’unico luogo un po’ acceso è il bancone dove fanno la caipirinha alla modica cifra di 10 euro.


Padiglione del Brasile


Proseguendo oltre al bancone bar si entra nella parte sottostante alla rete, molto carina anch’essa, molto vivibile grazie alle installazioni di numerose piante che richiamano i colori e la natura brasiliana.

Per concludere lo reputo davvero un padiglione a due facce, o perlomeno ti da’ due emozioni opposte.

Avrei sicuramente preferito qualcosa più legato all’ideale brasiliano che la maggioranza delle persone ha in mente, sicuramente un padiglione nella cui prima parte i bambini, ma anche gli adulti, possono sbizzarrirsi e sopratutto divertirsi.

 

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