Il Padiglione del Giappone è situato dalla parte opposta rispetto al Padiglione Zero, resta sul decumano nei pressi dei padiglioni arabi, più precisamente di fronte al padiglione del Qatar.

L’attesa è sempre molto alta, si viaggia da 1h ad 1h e 40m, noi siamo passati appena dopo pranzo e siamo riusciti a trovare solamente un ora di coda.

All’esterno si nota come il Padiglione del Giappone sia quasi tutto il legno, la coda procede a fianco del padiglione stesso ed in più punti viene evidenziato che sia la struttura che la zona circostante è stata progettata con materiali che riducono il calore emesso. La coda scorre più veloce del previsto e in poco meno di un’ora siamo all’ingresso.

 

…come inizia la visita al padiglione del Giappone…

 

Negli ultimi 20 minuti di coda si viene subissati di discorsi pre-impostati da parte delle ragazze giapponesi, il primo discorsetto consiglia ai visitatori di scaricare dallo store del telefonino l’applicazione relativa al padiglione del Giappone. Loro lo indicano come un consiglio, io, anzi noi, ve lo indichiamo come un obbligo. Se non lo fate non ci capirete ben molto, almeno per quanto riguarda le prime stanze.

Partiamo dal presupposto che i giapponesi oltre che essere molto tecnologici, usano questa grande tecnologia per cercare di stupire e creare emozioni ed effettivamente ci riescono, non sempre però in senso positivo.

Ma veniamo al dunque…dopo il discorsetto ne segue un altro dove, come un ripetitore automatico (poverina comprendo che non sia facile essere così impostata per tutto il tempo), spiega di che materiale è fatto il padiglione e sottolinea che non sono stati usati chiodi per costruire la struttura esterna bensì è tutto a solo incastro.

Bene, terminati questi due tutorial è possibile accedere al padiglione del Giappone. Dobbiamo dire che una delle prime sale è davvero molto emozionante.


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Ci si trova immersi in una sala buia dove gli effetti speciali non mancano, le pareti si animano con uomini stigmatizzati, le classiche icone della cultura giapponese; agli uomini susseguono gli animali, il tutto accompagnato da suoni ad hoc. Bello, molto bello, surreale.

Un consiglio: sebbene tutta la stanza si animi, il maxi-schermo di fronte è il teatro principale di questo step, vi consigliamo quindi, senza prendere a mazzate le persone a destra ed a sinistra, di cercare di essere nelle prime posizioni in modo tale da godervi i vari video.

Si passa poi in una stanza buia dove c’è un tavolo rotondo con una cascata di luce centrale dalla quale scendono in maniera disordinata varie pietanze, simboli o paesaggi giapponesi….ed è stato qui che abbiamo scoperto il motivo per il quale forse era meglio scaricare l’app…


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Con l’applicazione attiva ponete lo smartphone in prossimità di determinati punti sotto il tavolo ed avete la possibilità di trasferire le varie foto nel vostro cellulare. Basta semplicemente trascinare la foto che si desidera verso lo smartphone. Carino dal punto di vista estetico, personalmente non ne ho capito l’utilità.

Si passa poi in un tunnel illuminato dove è possibile ammirare la cultura culinaria giapponese. Onestamente, da curioso sul tema, avrei dedicato molto più tempo a leggere le varie didascalie, purtroppo però mi è sembrato come essere all’interno di un fiume in piena (almeno nel nostro caso è stato così), che per forza di cose non può badare molto a leggere i contenuti. Ci ritroviamo quindi subito in un’altra stanza con 4 enormi mappamondi e con un video di stampo bambinesco con il quale si vogliono evidenziare al visitatore 4 soluzioni a determinati problemi nel mondo.

Il problema è che interagire con i mappamondi mi è sembrato quasi impossibile, non ruotavano e non si riusciva a capire cosa indicassero. Passato questo pezzo di padiglione del Giappone entriamo in una stanza rettangolare nella quale viene dato spazio alla ceramica giapponese, interessante….se solo si potesse avere il tempo di leggere le varie descrizioni. Quadretti minuscoli sono attaccati ai muri per tutto il perimetro della stanza e descrivono i vari oggetti che imbandiscono la tavola. Purtroppo il fiume in piena non permette di soffermarsi a leggere, sicché i contenuti restano li su quella carta che solo pochi avranno il piacere di leggere.


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Come tanti piccoli soldatini attendiamo di entrare nella stanza successiva, dove, inizialmente ci sorbiamo il video di due nuove invenzioni giapponesi in ambito agricolo, poi, una ragazza giapponese, sale su un cubo che le permette di raggiungere un’altezza tale da richiamare l’attenzione delle decine di persone presenti. In questo momento parte il tutorial sull’uso delle bacchette giapponesi.

Vi chiederete che c’entra tutto questo?

La risposta è che state per accedere a quello che i giapponesi chiamano il  “ristorante del futuro“. Si entra in uno stanzone gigante con un tavolo centrale rotondo, un atmosfera soffusa, due grandi maxi schermi agli antipodi dello stanzone circolare ed un indefinito numero di tavoli su due livelli circolari. Sul tavolo sono presenti dei video touch integrati che dovrebbero essere gestiti con l’uso delle bacchette.

Una volta che tutti si sono sistemati, un ragazzo italiano ed una ragazza giapponese intrattengono i visitatori, li invitano ad utilizzare le bacchette sullo schermo e li guidano nel fare determinate scelte a video.

A me le bacchette funzionavano poco, le dita men che meno…fatto sta che il mio schermo sceglieva da solo, addirittura ha scelto come stagione preferita l’autunno…..autunno?!!?! Estate grazie! Se proprio proprio primavera inoltrata.

A parte questo aneddoto, sapevamo che la cultura giapponese è stravagante, tant’è che proprio questa diversità, questa stravaganza per l’appunto, era ciò che ci spingeva a prenderlo in considerazione per un nostro possibile viaggio. Ma quello che succede poi è davvero surreale.

Ad un certo punto terminate le selezioni, di colpo inizia la musica, i due ragazzi cominciano a ballare intorno al tavolo cercando di coinvolgere anche gli spettatori. Attorno ai tavoli cominciano a circolare due ragazze su delle biciclette? (forse ho visto male)….ed infine i due maxi-schermi propongono immagini di vario tipo…tra cui Hello Kitty…ahimè, abbiamo toccato il fondo, c’è sembrato di essere dentro un cartone giapponese, forse era proprio questo lo scopo.

Lo spettacolo, per fortuna, termina e con la gentilezza (o furbizia) classica giapponese, veniamo invitati ad uscire.

Ci si avvia verso il ristorante vero dove spesso ci sono balli tipici e poi via via verso l’uscita del padiglione del Giappone

Conlusioni: non vogliamo essere cattivi, ma onestamente siamo usciti un po’ perplessi, anche un po’ frastornati a voler vedere. Il padiglione del Giappone ha degli effetti scenici davvero importanti che catturano l’attenzione e coinvolgono anche il visitatore. Purtroppo ci sono mancati i contenuti, o perlomeno non siamo riusciti ad assimilarli per il problema “fiume in piena”. Se dovessimo fare un rapporto “qualità/coda” , il padiglione del Giappone non lo consideriamo un padiglione da consigliare.

 

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