Cefalù è stato il mio primo approccio con la Sicilia. Non avevo mai toccato il suolo siculo prima d’ora e devo dire che se tutto il resto dell’isola è bello quanto Cefalù, non posso che rammaricarmi di aver aspettato così tanto.

Ho visitato Cefalù da solo, o meglio, in parte da solo ed in parte con Mario, una guida molto colta e preparata che mi ha accompagnato alla scoperta dei punti di maggior interesse e della storia di questa cittadina di mare.

Chi mi legge da un po’ sa che amo perdermi all’interno di borghi e città, mi piace vagare con la macchina fotografica a portata di mano, pronto a immortalare un bel panorama o una semplice scena di vita quotidiana. Mi piace riassumere in pochi scatti l’anima di un luogo spostandomi al suo interno lasciandomi rapire dai momenti.

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Particolare di Cefalù

Cefalù è il posto ideale per praticare questo sano “sport”. Le sue strette vie con i panni appesi, le case con i balconi a picco sul mare, i bambini che si gettano in acqua dal molo, il vecchio ed unico carretto con le verdure che ricorda i tempi passati, il calore e l’accoglienza delle persone…tutto è in uno strano equilibrio che il turismo ha sicuramente intaccato ma che, per certi versi, sembra rimasto immutato.

Cosa vedere a Cefalù: un po’ di storia

Cefalù è un antico borgo medioevale da preservare, tant’è che l’Unesco “ci ha visto lungo” e l’ha inserita all’interno dell’itinerario arabo-normanno che si divide tra Cefalù, Palermo, Monreale e siti limitrofi.

La storia di Cefalù mi ricorda un po’ quella di alcune città dell’Andalusia dove le varie dominazioni hanno lasciato il segno. Questa ex cittadina di pescatori è stata caratterizzata anch’essa da popolazioni lontane: arabi e normanni hanno dato la loro impronta alla città e questo lo si nota soprattutto nella cattedrale di Cefalù.

Nella storia più recente, Cefalù è stata una cittadina di mare fino a metà del secolo scorso, molto legata alle tradizioni e poco propensa ai cambiamenti moderni. Nel 1957, con l’apertura del Club Med a pochi chilometri dal centro storico, Cefalù ha dovuto fare i conti con il passare del tempo ed i cambiamenti della società. Donne francesi in bikini e modi di fare notevolmente diversi sono stati dapprima rifiutati, successivamente ritenuti invece una fortuna che ha portato Cefalù alla fama attuale.

 

Cosa vedere a Cefalù: l’itinerario a piedi

Per apprezzare e vedere Cefalù al meglio servono almeno due giorni Cefalù è una città di mare e come in tutte le città di mare è bello prendersi anche qualche pausa ammirando l’orizzonte o più semplicemente il calare del sole mentre si fa un bagno in spiaggia.

1 Tappa: due passi sul lungomare di Cefalù 

Per apprezzare Cefalù nel suo complesso bisogna ammirarla da lontano, con la Rocca che sovrasta e protegge il borgo storico. Vi consiglio quindi di partire dal Lungomare Giuseppe Giardina e percorrerlo fino all’inizio di via Vittorio Emanuele, in pratica dove iniziano le case. 

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Panoramica di Cefalù dal vecchio molo

2 Tappa: l’ex Lavatoio Medievale in Via Vittorio Emanuele

L’itinerario per vedere Cefalù prosegue lungo via Vittorio Emanuele, qui si cammina immersi nella vita quotidiana del paese. Forse questa via ha preso una sfumatura troppo turistica e il turismo spesso (e purtroppo) snatura i luoghi. La bravura di una cittadina come Cefalù dev’essere proprio quella di non perdere le proprie origini e le proprie caratteristiche, altrimenti diventa un posto qualunque.

Non nascondo che i negozi di souvenir lungo le strade principali siano troppi ma nonostante ciò si annusa ancora quel profumo di tempi che furono. Basta volgere lo sguardo nelle vie che intersecano via Vittorio Emanuele per ritornare di colpo fuori dal flusso turistico. Una miriade di panni stesi che pendono con come sfondo la Rocca di Cefalù, un’immagine che mi sa di quotidiano.

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Panni appesi e sullo sfondo la Rocca di Cefalù

Via Vittorio Emanuele scorre parallela al mare, solo le case la separano dalle onde. Tra queste case, a metà della via, potrete scoprire uno dei posti da vedere a Cefalù.

Sto parlando del Lavatoio Medievale a cui si accede tramite una breve scalinata a “lumachella“.

Nel lavatoio confluiscono le acque del fiume Cefalino; potrete vedere tre step di piccole vasche dove un tempo venivano lavati i panni, a tutti gli effetti era un lavatoio pubblico. Le vasche più vicine al mare erano il primo lavaggio, quelle centrali erano il primo risciacquo, mentre quelle più vicine alla fonte erano il risciacquo definitivo.

Secondo una leggenda le acque del Cefalino erano e sono molto pure perchè si dice fossero le lacrime di una ninfa disperata dopo aver ucciso il proprio amato ritenendolo colpevole di tradimento. Questa è la spiegazione mitologica, la spiegazione scientifica è molto meno romanzata: si tratta di acque carsiche che scorrono tra le rocce e convergono dove il Cefalino sembra nascere, ovvero a pochi metri di distanza dal mare.

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Il lavatoio Medievale

3 Tappa: Una foto a Porta Pescara ed un Arancino sul molo

Proseguendo oltre il lavatoio, arrivati a Porta Pescara vi si aprirà uno scorcio sul mare, un punto dove la foto è d’obbligo, il problema sarà trovarlo senza alcuna persona. E’ semplicemente un’apertura dalla quale si vede il mare. Poco dopo Porta della Pescara alla vostra sinistra troverete Piazza Marina con il molo del porto vecchio. Qualche panchina e tanti ragazzi pronti a tuffarsi in delle acque cristalline. 

Consiglio: acquistate un arancino e godetevelo guardando Cefalù dal molo con lo sfondo della Rocca. Arancino + Cefalù + Rocca diventa la formula magica per la felicità.

Dal porto vecchio potrete vedere la parte più affascinante di Cefalù: le case con i balconi direttamente sul mare.

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Balconi sul mare

4 Tappa: Il Bastione di Capo Marchiafava

Seguite via Carlo Ortolani di Bordonaro, dopo poche decine di metri alla vostra sinistra troverete il Bastione di Capo Marchiafava, un baluardo di difesa, il più a nord del sistema di fortificazione della città. Uno dei punti più affascinanti da vedere a Cefalù. Dal bastione, restaurato negli anni Ottanta, potrete godere dell’immensa bellezza del mare.

5 Tappa: Il fantastico Duomo di Cefalù

Lasciando alle vostre spalle il Bastione, imboccate quella che è la via principale di Cefalù ovvero Corso Ruggero. Dopo pochi metri vi ritroverete nella piazza del municipio di fronte al quale potrete vedere il Duomo di Cefalù in posizione leggermente rialzata. La facciata della Cattedrale di Cefalù è rivolta verso ovest ed alle sue spalle si erge la Rocca.

Fu fondata proprio da re Ruggero II d’Altavilla (un piccolo territorio francese/normanno) nel 1131 assieme alla relativa diocesi (in tutta la Sicilia ci sono addirittura 29 diocesi). Nel corso del tempo subì diverse modifiche e la sua realizzazione non segui il progetto originario. La Cattedrale, chiamata la Cattedrale della Transfigurazione, nel 2015 è stata inserita all’interno dell’itinerario arabo-normanno patrocinato dall’Unesco e rappresenta davvero un momento di congiunzione, il luogo in cui si manifesta la convivenza tra più culture che, sebbene diverse e sottoposte a regole ferree, convissero a Cefalù.

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Il Duomo di Cefalù

Nella Cattedrale di Cefalù si mischiano la cultura araba e la cultura normanna, senza dimenticare la cultura bizantina a cui erano deputate le decorazione interne tramite i mosaici. Basta guardare i due torrioni della facciata principale, molto diversi tra loro.

Alcune decorazioni così come la mancanza di vetro alle finestre ricordano lo stile delle Kasbah arabe. Le feritoie verticali nel muro della Cattedrale sono, invece, una caratteristica normanna. Gli arabi erano culturalmente colti, i normanni quel tantino di meno, diciamo che prediligevano l’aspetto fisico e le feritoie erano necessarie qualora fosse stato necessario difendersi dall’interno della Cattedrale.

Gli interni della Cattedrale sono decisamente spogli e ciò rende ancor più evidente la figura del Cristo Pantocratore sopra l’abside. Pensate che tra le due mani ci sono addirittura 9 metri lineari formati da migliaia di quadratini di paste vitree. Si potevano ottenere fino a 150 colorazioni diverse. La bellezza del Cristo è impressionante, inoltre è ricco di richiami iconici. Provate a guardare la mano destra, sembra che indichi un tre ed un due. L’ennesimo segno di convivenza tra le culture, in questo caso tra culture religiose: la cultura ortodossa e quella cattolica.

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Gli interni della Cattedrale (Duomo)

La Cattedrale di Cefalù è un’opera incompiuta, non venne terminata per ragioni economiche. Per questo motivo le pareti laterali sono vuote, non è presente alcun mosaico a differenza del Duomo di Monreale.

6 Tappa: Salire alla Rocca di Cefalù

L’ho lasciata per ultima nell’itinerario delle cose da vedere a Cefalù. La Rocca rappresenta la ciliegina su una torta già perfetta. Forse non a tutti farà piacere faticare per raggiungere la cima ma vi assicuro che ne vale davvero la pena.

L’ascesa alla Rocca di Cefalù inizia prendendo la Salita Saraceni oppure potete passare da Piazza Garibaldi prendendo Via Giuseppe Fiore e seguendo la scalinata. Dopo pochi metri vi troverete all’ingresso della salita dove dovrete fare il biglietto alla cassa automatica. Potete pagare in contanti o con carta di credito, attenzione che non dà resto. Il prezzo d’ingresso alla Rocca è pari a 4 euro il biglietto intero e 2 euro il ridotto.

Da qui parte un sentiero che si inerpica verso la rocca. Durante la salita, mentre a poco a poco Cefalù diventerà sempre più affascinante guardandola dall’alto, potrete vedere le mura fortificate, le vecchie cisterne che convogliavano le acque ed il Tempio di Diana. 

Seguendo il sentiero arriverete in pochi minuti (un 40 minuti se non allenati) ad i resti del castello. In cima alla Rocca di Cefalù potrete godere di una vista a 360 gradi sulla costa siciliana. Semplicemente stupendo.

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La vista su Cefalù dalla omonima Rocca

Attenzione: la salita alla rocca presenta un dislivello di circa 240 metri. Non si tratta di una salita particolarmente impegnativa anche se buona parte del sentiero è formata da rocce e ghiaia. Per la salita alla Rocca di Cefalù bisognerebbe evitare le ore più calde della giornata. Inoltre, consiglio delle calzature adatte, non servono necessariamente scarpe da trekking ma perlomeno evitate la infradito.

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La vista sul retro della Rocca

Unesco Festival Experience: valorizzare il patrimonio Unesco del Sud Italia

Questa mia visita è avvenuta in occasione dell’Unesco Festival Experience.

Questo festival fa parte di un progetto che mira a coordinare e rendere una cosa unica i patrimoni Unesco del Sud Italia anche con forme di cooperazione tra punti d’Italia geograficamente lontani. Ho seguito un seminario nella sala comunale di Cefalù nel quale diverse figure delle amministrazioni locali esponevano il progetto partito nel lontano 2011 ma finanziato solo nel 2016. Quest’anno (2018) è l’anno in cui prende forma. Ho letto attentamente la descrizione del progetto ed ho notato molta attenzione sul tema da parte dei comuni e di tutti gli attori coinvolti.

Credo, e spero, che l’occasione venga sfruttata e patrimoni come la Cattedrale di Monreale e quella di Cefalù, così come le stesse cittadine, possano essere apprezzate sempre da più persone, in primis dai loro stessi abitanti che, tra l’altro, saranno parte attiva di questo progetto.

Per maggiori informazioni sul progetto: https://www.unesconet.eu/

coll unesco

Cosa vedere a Cefalù, itinerario a piedi nella città arabo-normanna
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