Saline di Marsala e Isole dello Stagnone: come visitarle

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La Saline di Marsala in Sicilia sono uno spettacolo unico. Immaginate di trovarvi dinnanzi a placidi specchi d’acqua incorniciati da lievi dune bianche di sale dove, all’improvviso, poter scorgere dei tradizionali mulini. Continuate a immaginare di assistere a questo spettacolo durante l’ora del tramonto. Il color rosso arancione del sole calante vira verso il viola e il paesaggio diventa straordinariamente magico. Ebbene questa è una delle esperienze che potrete fare recandovi alle Saline di Marsala durante un itinerario in Sicilia.

Saline di Marsala: come arrivare

Le Saline di Marsala sono sicuramente una delle migliori cose da vedere nella Sicilia Occidentale e nella fattispecie si trovano nella Riserva naturale orientata Isole dello Stagnone che comprende 4 isole: l’isola di Mozia, Schola, Santa Maria e l’isola Grande.

Qui si uniscono storia, natura e cultura in quanto la salicoltura è stata una delle principali fonti di reddito, nonché sviluppo economico, per degli abitanti della zona.

Per raggiungere le isole dovrete percorrere la litoranea Trapani-Marsala e seguire le indicazioni per l’Imbarcadero Storico di Mozia. Qui sarà possibile prendere il traghetto e visitare le isole dello Stagnone.

Tenete presente che la riserva naturale e l’inizio delle Saline di Marsala lo si può raggiungere a piedi dopo aver attraversato una sorta di guado che inizia a San Teodoro (potete dunque parcheggiare alla spiaggia di San Teodoro). A tal proposito, ricordatevi di vestirvi comodi, magari in costume, poiché in alcuni punti l’acqua potrebbe arrivarvi a metà busto.

Saline di Marsala: dove si trovano e cosa sono

Le Saline di Marsala si trovano sul litorale che unisce Trapani con Marsala. Si tratta di una vera e propria laguna di fronte all’isola di Mozia. Le Saline sono dislocate lungo quella che è chiamata “via del sale“.

Qui potrete ammirare pittoreschi mulini a vento inseriti in un paesaggio costituito da canali, vasche di acqua marina e montagne di sale ancora da lavorare. Il panorama è di eccezionale bellezza per via di un paesaggio totalmente naturale dove il tempo pare essersi arrestato.

Data la particolarità del luogo, sin dall’antichità e anche per via di Mozia, questo era un centro di scambi commerciali molto importante dove avvenivano affari tra Occidente ed Oriente. I primi a comprenderne l’importanza furono i Fenici.
D’altronde la salicoltura è sempre stata importante sin dall’antichità. Oggi, passeggiando tra questi specchi d’acqua, non si può che rimanere colpiti dai colori che acquistano delle singolari sfumature rosate.

saline di marsala

Come si sono formate?

Le Saline di Marsala fanno parte della Riserva Naturale Orientata Isole dello Stagnone, in quel tratto di territorio che si dipana tra Capo San Teodoro e Capo Lilibeo.
La laguna si è formata grazie alle correnti sottomarine. La sabbia mossa dei flussi d’acqua ha formato l’Isola Grande, la quale è diventata un ostacolo per il mare aperto, creando dunque il ristagno dell’acqua di mare.

Cosa vedere alle Saline di Marsala?

Il tramonto ovviamente! Ma non solo. Che siano un luogo particolarmente amato da chi vuole trovare il mix perfetto tra natura e romanticismo, non è in dubbio. Le Saline di Marsala, però, non sono solo tramonti e foto dalla sfumatura rosata.

saline di marsala tramonto

Il Mulino d’Infersa

In questo splendido luogo della Sicilia Occidentale è possibile visitare il Mulino d’Infersa, un mulino completamente funzionante, punto di partenza per chi desidera scoprire di più sul mondo della salicoltura. All’interno del Mulino si trovano il museo, la bottega del sale e un percorso multimediale.

Il Mulino d’Infersa è situato sulla sponda est, nella quale si trovano le omonime Saline: le Saline Ettore e Infersa. Per quanto possa apparire anacronistico, esso è ancora in funzione. Viene azionato e macina il sale grazie alla forza del vento.

Il mulino è visitabile in estate nei mesi di luglio e di agosto, nei giorni di mercoledì e sabato dalle 16 alle 18. La visita al mulino costa 8 € (prezzo 2021)

Birdwatching e Trekking nelle Saline

Chi visita le antiche Saline di Marsala si immerge in un insolito e suggestivo paesaggio costituito da sentieri adatti per fare passeggiate o praticare del trekking, ammirando i singolari mulini a vento, le vasche utilizzate per l’evaporazione dell’acqua del mare e la naturale formazione del sale. Non è affatto raro vedere delle vere e proprie montagne bianche di grani di sale marino protetti da tegole di terracotta.

Oltre a questi aspetti, una passeggiata all’interno delle Saline di Marsala permette di imbattersi in diverse specie botaniche, uccelli rari e farfalle che risultano essere molto interessanti soprattutto per gli amanti del birdwatching.

Se apprezzate la natura e siete appassionati degli avvistamenti di uccelli, le Saline di Marsala rappresenteranno un interessante luogo di studio e di osservazione. Gran parte della fauna è composta da numerose specie di uccelli tra i quali i Fenicotteri Rosa, il Cavaliere d’Italia, il Fratino, il Corriere grande, i Churlì dal becco ricurvo, i Magnattai e molte altre.

In vasca con i Salinai

Se volete provare l’ebbrezza di essere un salinaio/a per un giorno, dovete sapere che tra fine luglio ed inizio settembre, le Saline di Marsala permettono ai turisti in visita di prendere parte alla raccolta del sale, entrando nelle vasche assieme alle persone deputate alla lavorazione del sale. Sarete Salinai per un giorno: ci sono appositi tour che consentono questo tipo di esperienza.

Tour alla scoperta delle Saline di Marsala

Tra le esperienze che voglio consigliarvi c’è sicuramente la possibilità di visitare le saline in modi un po’ particolari: in barca con una guida che vi spiegherà passo passo la storia delle saline e soddisferà tutte le vostre curiosità su questo spettacolare luogo siciliano.

Tra i tour consigliati, ve ne voglio suggerire due con CANCELLAZIONE GRATUITA. La flessibilità è un elemento importantissimo, soprattutto quando magari si sta facendo un ontheroad e, per definizione, presenta numerosi imprevisti.

Vi consiglio:

Le Isole dello Stagnone

L’Isola Lunga, chiamata anche Isola Grande, com’è facilmente intuibile è quella più estesa delle quattro. Da questa, formatasi nel corso dei millenni con l’accumulo di sabbia attraverso un gioco di correnti sottomarine, si è originata la laguna in quanto per la sua ubicazione, ha bloccato il normale flusso del mare creando una vera e propria laguna. Sicuramente i Fenici, ottimi commercianti, rendendosi conto della naturale formazione di cristalli di sale, hanno utilizzato proprio questa isola per lo sfruttamento del prezioso sale.

Schola, è invece la più piccola delle isole della Laguna dello Stagnone e, in epoca romana era la sede di una scuola di retorica che diede la denominazione all’isolotto che oggi ospita tre costruzioni dei primi anni Trenta del secolo scorso e una cisterna.

Nella parte settentrionale della laguna si trova l’isola di Santa Maria che presenta una strana configurazione a forma di laccio. Deve il suo nome al santuario di Santa Maria Valleverde che si erge proprio su questo piccolo isolotto.

Sicuramente l’isola più importante di tutte quelle dello Stagnone è quella dell’antica Mozia che oggi si chiama San Pantaleo. Risulta importante oltre che per il suo ambito paesaggistico, soprattutto per quello archeologico che testimonia la sua remota origine fenicia di cui era una importante colonia.
Passata sotto il dominio greco quando i greci colonizzarono la Sicilia, l’isola continuò ad essere un approdo per le rotte commerciali del mediterraneo tanta da essere nominata da Tucidide e da Diodoro Siculo.

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