Durante il mio viaggio in Marocco sono passato nel giro di tre giorni dal deserto alle montagne del rif, dalle zone aride di Merzouga alle verdi montagne del nord del Paese. Dall’onnipresente color sabbia del sud al blu della bella e quasi impronunciabile Chefchaouen, la città blu del Marocco.

Inutile sottolineare che Chefchaouen rappresenti una delle località più particolari dell’intero territorio marocchino.

Un primo approccio a Chefchaouen, la città blu del Marocco

Man mano ci si avvicina alla città, il blu delle pareti delle case diventa sempre più evidente.

Chefchaouen, come le altre città marocchine, è divisa tra medina e città nuova. Nonostante la sua atmosfera decisamente più rilassata rispetto a città come Fez o Marrakech, anche a Chefchaouen c’è parecchio traffico e si fa fatica a trovare parcheggio. Se arriverete a Chefchaouen durante un itinerario on the road in Marocco, probabilmente sarà meglio trovare una sistemazione esterna alla medina. In caso contrario preparatevi ad avere molta molta pazienza.

Io ho avuto sia pazienza che fortuna ed in poco tempo sono riuscito a trovare un parcheggio vicino ad una delle porte di accesso alla città.

Il mio appartamento era proprio nella medina a due passi dall’ingresso; dormire all’interno della città vecchia ha il suo fascino: esci dal “portone di casa” e ti ritrovi immerso dalle pareti blu di tutte le case che ti stanno intorno.

Attenzione: nella ricerca del posteggio non fatevi abbindolare dai parcheggiatori abusivi che si immolano per trovarvi un parcheggio e rischiate che ve la facciano mettere in posti in cui non potete, con la promessa che ve la controllino loro. A me è capitato che volessero farmela mettere esattamente in parte ad un cartello di divieto di sosta, tanto per fare un esempio.

Le persone locali sono comunque meno assillanti rispetto alle altre città del Marocco.

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Vita quotidiana a Chefchaouen.

L’unico inconveniente potrà essere quello che qualcuno vi chieda se volete dell’hashish, dopotutto queste zone sono la patria della produzione di marijuana ed hashish. Alcune fonti sostengono che quasi l’80% del hashish consumato in Europa venga prodotto dai berberi delle montagne del rif.

Sebbene possa capitarvi questo piccolo inconveniente, a Chefchaouen potrete muovervi in tutta tranquillità anche di sera (magari non la notte) sia nelle vie e piazze principali, sia in alcune vie secondarie.

Non è difficile orientarsi all’interno della medina. Basterà qualche ora di passeggiata giornaliera per riuscire a “mappare” la città blu ed a muoversi senza l’utilizzo di google maps o similari.

La storia di Chefchaouen ed il suo blu

Prima di spiegarvi cosa vedere, iniziamo col parlare brevemente della sua storia e della caratteristica principale: il blu.

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Una via di Chefchaouen.

Chefchaouen è stata fondata nel 1472, ha origini relativamente recenti. In questi “pochi” anni di vita è stata comunque al centro di parecchie attenzioni. Fu fondata per divenire la base da cui attaccare i portoghesi a Ceuta (città che ora è spagnola). Nel passare dei secoli accoglie popoli di origine andalusa che ne determinano mutamenti strutturali ancora evidenti. Chi ha avuto modo di visitare l’Andalusia, noterà molte somiglianze, molte sfumature e caratteristiche che si ritrovano anche in città spagnole come Tarifa o Granada. La commistione tra cultura araba ed andalusa è infatti una costante anche nel sud della Spagna.

Chefchaouen, tra l’altro, venne occupata dalle truppe spagnole nel 1920 per essere poi liberata nel 1956, anno dell’indipendenza del Marocco.

Ma il blu? Perchè Chefchaouen è diventata la città blu del Marocco?

Chefchaouen non nasce con le pareti dipinte di blu, nasce con le porte dipinte di verde come da tradizione musulmana. Solo negli anni 30 è stato introdotto il blu. Ma perchè?!

Ci sono diverse tesi. Alcuni dicono che le case siano state pitturate di blu per tenere distanti zanzare e moscerini, altri, invece, sostengono che il blu sia stato utilizzato dagli ebrei per donare alla città il colore del paradiso. Fatto sta che Chefchaouen, grazie a questo blu, è diventata un luogo magico, uno tra i più fotografati di tutto il Marocco.

 

Cosa fare a Chefchaouen?

Chefchaouen è piccola e si può girare in giornata con un ritmo molto blando.

Da non perdere:

1 – Fotografare e perdersi nel blu della città

Sembrerà una risposta banale, ma la cosa più importante da fare a Chefchaouen è…fotografare. Ma certo! Per forza! Dal momento in cui entrerete in città e sarete avvolti dal blu della medina, vi verrà voglia di fotografare in continuazione i mille colori del Marocco.

La medina è piccola e potrete girarla benissimo a piedi, il primo confronto con Chefchaouen dev’essere proprio questo: perdersi nel blu dipinto di blu delle vie della medina (sempre facendo attenzione).

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Scorci del classico blu.

Per visitare Chefchaouen serve una giornata, non di più, ma vi consiglio di dormire almeno una notte. L’atmosfera della città blu di sera è imperdibile.

2 – Un momento di pausa in piazza Uta el-Hammam

La piazza Uta el-Hammam è molto bella ed è il fulcro della vita della città blu. Tantissimi bar e locali che si affacciano su una piazza stretta e lunga dalla quale si accede anche alla Grande Moschea ed alla caratteristica Kasbah. Piazza Uta el-Hammam è il luogo ideale dove prendersi una pausa e sorseggiare del buon the alla menta osservando la vita locale che scorre imperterrita.

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La piazza di Chefchaouen.

3 – Visitare la kasbah

L’ingresso è in piazza Uta el-Hammam e costa 10 dirham che consentono di visitare la fortezza e la galleria d’arte presente all’interno del sito. All’interno troverete dei bellissimi giardini molto curati e potrete salire sulla torre principale. Qualche ripido gradino, un po’ di fatica ben spesa per arrivare in cima e godersi il panorama della città blu.

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I giardini interni alla Kasbah.

Chefchaouen dall’alto è ancora più particolare. Da qui potrete inoltre vedere la Moschea Spagnola sulla cima del colle alle spalle della città.

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La vista dalla Kasbah.

Vi consiglio vivamente di spendere questi 10 dirham per visitare la kasbah di Chefchaouen perchè sarà davvero una bella scoperta.

4 – Scoprire le rive del fiume

Questa è una chicca che ho scoperto grazie a dei ragazzi italiani trovati in un area di sosta nel deserto mentre ci stavamo spostando da Thinghir a Merzouga. Mi avevano consigliato, ed io ora lo consiglio a voi, di seguire il sentiero e raggiungere il fiume che nasce dalla sorgente Ras El-Ma e scorre alla “destra” (guardando la cartina) di Chefchaouen. Qui potrete camminare in discesa sulla riva sinistra del fiume ed osservare la vita e l’artigianato locale. Tra mulini e lavatoi dell’epoca ci sono bambini che giocano nelle pozze d’acqua che ha formato il fiume e tanti produttori di miele, datteri e frutta tenuta nell’acqua per mantenerla fresca.

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Il ruscello che scorre a fianco della città.

E’ una piacevole passeggiata anche per proteggersi dalla calura marocchina.

Ecco la strada che dovrete percorrere a piedi partendo dalla piazza Uta el-Hammam fino ad arrivare alla fonte.

 

5 – Un’escursione nel vicino Parco di Talassemtane

Premetto che non ho avuto tempo per andarci ma è giusto inserirlo nelle cose da vedere a Chefchaouen. Le montagne intorno alla città blu consentono diversi itinerari di trekking, inoltre ci sono delle belle cascate da visitare: le cascate di Akchour.

 

Dove dormire a Chefchaouen?

Ci sono due possibilità, o dormire all’interno della medina oppure dormire nella città esterna alle mura.

Nel mio caso mi sono trovato molto bene al Dar Naya, camera piccola ma in una zona molto tranquilla ed una bella terrazza con vista sulla città blu.

Dove mangiare a Chefchaouen?

Solitamente non consiglio dei luoghi dove mangiare perché credo che in quei pochi giorni in cui si visita una città non si abbia il tempo né la fortuna di trovare i posti migliori, a meno che non si tratti di posti particolari/tipici.

Stavolta, per Chefchaouen, faccio un’eccezione, vi consiglio quindi di provare i tajine del Sindibad Cafe-Restaurant.

Chefchaouen, immersi nel fascino della città blu del Marocco
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