Il Parco Nazionale del Timanfaya è assolutamente una tra le cose da vedere a Lanzarote. Data la sua particolarità è il luogo più interessante di quest’isola delle Canarie.

Prima di spiegare cos’è e come visitare il parco del Timanfaya, facciamo una piccola premessa.

Lanzarote è un’isola delle Canarie, si tratta di un’isola vulcanica. Si formò grazie a delle eruzioni che, a poco a poco, gli conferirono la forma attuale. Logicamente questo avvenne in un lasso di tempo enorme. Le ultime eruzioni avvennero nel 1730 e nel 1824. La prima durò circa 6 anni con continui sversamenti di lava sul territorio di Lanzarote che modificarono il territorio in maniera sostanziale. Lava che delineò sia il territorio interno che le coste. Infatti, la parte ovest e sud ovest dell’isola, proprio quella nei pressi del Parco Nazionale del Timanfaya, è caratterizzata da scogliere a picco sul mare e terreni molto scuri e rocciosi.

La lava scorse sino al mare ed a contatto con l’acqua si solidificò in vari modi e forme creando luoghi come Los Hervideros o El Golfo di cui vi ho parlato nell’articolo su Lanzarote.

Le eruzioni vulcaniche resero molto difficile la vita su Lanzarote, tant’è che Tinajo rischiò più volte di essere ricoperta dal magma. Si narra che questo non avvenne grazie “all’intervento della statua della Vergine addolorata”. Gli abitanti di Tinajo portarono in processione la statua nei pressi della colata lavica che da quel momento si fermò. In quel punto venne messa una croce in legno con data 16 aprile 1736.

Visitare il parco Nazionale del Timanfaya ed i suoi vulcani

Il parco del Timanfaya è grande più di 50 km quadrati ed è diventato parco nazionale nel 1974. Conta più di 25 vulcani, quasi tutti sembrano seguire una linea continua sul territorio di Lanzarote. Basta soffermarsi a guardare Lanzarote dall’altro tramite google maps (impostando la modalità satellite) per capire come la formazione dei coni vulcanici sembra avvenga lungo una faglia sotterranea.

In ogni caso i vulcani sono spenti anche se a tutti gli effetti, a poche centinaia di metri sotto i vostri piedi, l’attività non è terminata. In questo momento Lanzarote è calma ed accogliente, non è possibile ipotizzare una eventuale prossima eruzione.

Il parco Nazionale del Timanfaya è praticamente rimasto immutato dalle ultime eruzioni e nel 1993 è diventato patrimonio mondiale Unesco venendo qualificato come “riserva biosferica” nella quale è impossibile accedere senza permesso.

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Dettaglio sui lapilli e sulla natura dell’isola di Lanzarote.

L’unico modo per scoprire questo paradiso naturale è entrare nel CACT della“Montaña del Fuego”, arrivare al parcheggio del centro visitatori e proseguire la visita con il bus organizzato, ma di questo ve ne parlerò tra pochissimo.

Anche al cospetto del vulcano Timanfaya il “nostro” buon César Manrique ha voluto mettere il suo tocco. Cèsar Manrique, artista delle Canarie, ha caratterizzato diversi luoghi dell’isola di Lanzarote con le sue opere, le quali vogliono essere una sorta di integrazione tra la natura e la creatività dell’uomo. Quale posto migliore se non sulla cima di un vulcano spento, almeno per ora…

Infatti, sull’Islote de Hilario è stato costruito e progettato da Cèsar Manrique il ristorante panoramico “El Diablo”(simbolo anche del parco ed opera dell’artista canario). Con che coraggio non lo so, fatto sta che non è male mangiare qualcosa cucinato proprio con il calore di un vulcano.

Esatto, non sto delirando, al ristorante si possono degustare pollo, carne e pesce cucinati su un barbecue naturale.

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Il barbecue naturale.

A circa 13 metri di profondità la temperatura oscilla tra i 100 e 600 gradi centigradi. Avvicinatevi  al barbecue posizionato dietro al ristorante e potrete notare come sia davvero possibile cucinare con il solo calore del vulcano.

Cosa fare all’interno del parco Nazionale del Timanfaya?

L’accesso al parco si trova lungo la strada da Mancha Blanca e Yaiza, lungo una strada nera tra le montagne nere. Paesaggi lunari che lasciano a bocca aperta.

Attenzione: prima del parco, proseguendo da Mancha Blanca verso Yaiza troverete sulla vostra destra un’indicazione per un museo. Se non fate attenzione potreste scambiarlo come l’accesso al parco, in realtà non c’entra nulla.

Al parco del Timanfaya si accede con il proprio mezzo, il biglietto lo si può fare direttamente dall’auto ed il costo è di 10 euro per gli adulti e 5 per i bambini tra i 7 ed i 12 anni (entrambi scontati del 20% dopo le 15.00). Dopo poco più di 1 km si raggiunge il centro visitatori che è l’unico luogo visitabile in autonomia. Qui trovate il famoso ristorante, i servizi e un negozio di souvenir.

L’Islote di Ilario è poso in posizione sopraelevata rispetto agli altri coni vulcanici. In questo modo la vista è molto panoramica e permette di godere del contrasto tra i vulcani e il blu del mare in lontananza, molto affascinante.

Certamente si tratta di una attività molto turistica, non è possibile cercare l’originalità nel visitare il parco. Si è semplicemente spettatori di un giro turistico che porta ad apprezzare le bellezze che ha creato la natura, ma va benissimo così.

Nel prezzo del biglietto è compreso anche il tour in autobus. Quindi, una volta entrati ricordatevi di non buttare via il ticket d’ingresso poiché è quello che vi consente di prendere il bus.

Ogni 15/20 minuti parte un autobus che percorre la “Rutas de los Volcanos” (circa 13 km con il punto più alto a 450 metri) e porta alla scoperta del parco e dei suoi panorami più interessanti. La strada scorre attraverso i coni vulcanici e l’autobus viaggia veloce, forse troppo, su questa piccola striscia di asfalto nero.

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Vista dal finestrino durante il giro in autobus.

Talvolta si ferma e permette ai turisti di apprezzare e fotografare certi vulcani o formazioni laviche.

Impiega circa mezz’ora a compiere tutto il giro ed è un’esperienza che sicuramente merita. Avrei apprezzato meglio il panorama se l’autobus fosse stato uno di quelli tipo “city sightseing” in modo da poter fare foto migliori e non vedere il tutto attraverso dei vetri sporchi. Mi immagino però già il classico turista che lancia qualsiasi cosa in mezzo al parco Nazionale, incurante del rispetto della natura; a questo punto meglio evitare ed utilizzare autobus classici.

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Uno dei panorami che si possono vedere dal bus.

Una volta terminato il giro del parco Timanfaya di Lanzarote verrete riportati al centro visitatori dove, oltre al barbecue naturale, potrete assistere allo spettacolo del geyser: viene messa dell’acqua fredda in una conduttura nel terreno e la reazione con il calore proveniente dal sottosuolo genera un forte e scenografico getto di vapore.

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Il geyser nel centro visitatori.

Gli orari di apertura del CACT Montaña del Fuego (il parco Timanfaya) sono dalle 9.00 alle 17.45 con l’ultima partenza dell’autobus fissata per le ore 17.00. In estate (dall’1 luglio fino al 30 settembre) l’ora di chiusura slitta alle 18.45.

Che dire del parco Timanfaya a Lanzarote? Semplicemente che è un posto da non perdere. Si entra in contatto con la natura e l’essenza dell’isola. Un piccolo dispiacere è il fatto che non sia possibile visitare il parco in autonomia o seguendo dei percorsi di trekking anche con guide certificate. Sarebbe bellissimo poter fare qualche escursione all’interno del parco nazionale. Siccome ciò non si può fare vi consiglio un’altra attività.

Escursione all’interno del Parco Naturale

Oltre ad esserci un Parco Nazionale, a Lanzarote c’è anche il parco Naturale dei Vulcani. Forse meno scenografico del primo ma di sicuro interesse.

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Due passi sul cratere di un vulcano spento.

Questo parco è più verso il centro dell’isola rispetto a quello nazionale e qui di possono fare delle escursioni organizzate per apprezzare meglio il territorio e salire sulle pendici dei vulcani spenti. Infatti, è proprio camminando all’interno del parco che ci si rende conto di come la lava abbia modificato il paesaggio. I sentieri scorrono a fianco delle colate laviche solidificate e ci si trova completamente immersi nel paesaggio lunare di Lanzarote.

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Il paesaggio durante l’escursione.

Ho avuto la possibilità di collaborare con Gilles dell’agenzia One Two Trek, mi ha accompagnato all’interno del parco spiegandomi un po’ la storia dell’isola, le conseguenze delle varie eruzioni, le varie epoche ed i vari colori che contraddistinguono i coni vulcanici. Ogni colore è un materiale diverso; il nero è il basalto, il rosso il ferro. Questi due colori dominano la maggior parte del paesaggio rendendolo unico.

Se state pensando ad un trekking tra i vulcani, o più in generale delle escursioni sull’isola, vi consiglio di contattare Gilles che vi “cucirà addosso” l’attività che preferite.

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Visitare il Parco Nazionale del Timanfaya a Lanzarote: tra i vulcani delle Canarie
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