Chi legge questo blog da un po’ di tempo, saprà che una delle tipologie di viaggio che preferisco è l’intramontabile viaggio on the road. Nel blog trovate numerosi itinerari ontheroad: dall’itinerario in Messico, al classico ma affascinante viaggio in Irlanda, passando per esperienze più particolari come l’itinerario in Normandia.

Un viaggio ontheroad non è un viaggio per tutti. Partiamo con questo assunto.

Spesso viene chiamato anche “vacanza ontheroad“, ma sappiamo bene che la parola “vacanza” mal si accomuna ad un viaggio itinerante. Casomai lo affiancherei a parole come libertà, spensieratezza, scoperta…ma anche fatica, stress, impegno.

Caratteristiche di un viaggio on the road

Un vero viaggio ontheroad è un concentrato di emozioni diverse. Nel momento in cui si provano queste emozioni, non è sempre tutto rose e fiori. Imprevisti, impedimenti, problemi, può capitare di tutto. Una volta a casa, però, questi imprevisti diventano aneddoti che strappano grandi sorrisi. Diventano ricordi indelebili e, soprattutto unici.

Se siete al vostro primo viaggio on the road, vi consiglio di dare una lettura anche ad altri miei articoli che potrebbero essere utili a limitare i vari problemi in cui ci si può scontrare viaggiando in questo modo.

  1. Tutti i consigli per viaggiare ontheroad
  2. Suggerimenti per NOLEGGIARE un’auto online

Infine, se è vostra intenzione fare un viaggio in un Paese con guida a sinistra, questo articolo sui 10 consigli per non andare in ansia con la guida a sinistra è da leggere assolutamente.

Pregi di un viaggio on the road

Io amo i viaggi on the road, quindi per me i pregi sono assolutamente prevalenti rispetto ai difetti. Cercherò comunque di essere imparziale, lo prometto.

Sensazione di libertà

Un viaggio itinerante, che sia in auto, moto, camper, van furgonato, bicicletta, vi rende liberi, liberi di decidere quale strada percorrere, quali tempi, quali cose visitare, fermarvi su strade uniche come successe a me spostandomi da Palenque a San Cristobal. Insomma, nessuno, se non voi, prenderà scelte.

Vi piace un tramonto di una spiaggia sperduta di un paesino portoghese che non conosce nessuno se non gli abitanti di quello stesso paesino? Bene, vi potete fermare senza che nessuno vi imponga nulla e godervi quell’esperienza.

Ancora più libertà con un camper

Questa sensazione di libertà di cui vi ho appena parlato, diventa ancora più forte e persistente se il vostro mezzo è un camper, possibilmente un camper non vostro (con tutte le attenzioni del caso).

Perché non un camper di proprietà? Perché noleggiare un camper da privati vi consente di scegliere mete molto distanti da quelle che potreste raggiungere partendo da casa con un camper vostro. Ridurreste al minimo i tempi di spostamento.

Pensateci: se voleste visitare la Norvegia…partendo dall’Italia un viaggio on the road di questo genere sarebbe davvero estenuante ancora prima di raggiungere la destinazione. Noleggiando un camper in loco, potreste invece raggiungere la destinazione in aereo, godendovi sin da subito quella sensazione di libertà e spensieratezza di cui vi parlavo.

viaggio on the road in camper
L’esperienza in camper è formidabile

Un percorso unico

Uno dei pregi dei viaggi on the road che preferisco è il fatto che il percorso scelto sarà unico. Certo, le tappe potranno essere le stesse rispetto ad un itinerario trovato online, ma le strade che percorrerete costituiranno la vostra esperienza. Il paesaggio, le soste occasionali e gli scorci panoramici, saranno unici, apparterranno a voi.

Mi ricordo ancora quell’episodio durante il mio viaggio in Scozia. Ero sull’isola di Skye, avevamo scelto di percorrere un itinerario poco battuto e ci ritrovammo in strade sperdute sbarrate da bufali. In un viaggio ontheroad può capitare di tutto.

stradina ontheroad dispersa in normandia
Una stradina dispersa in Normandia

Flessibilità nelle decisioni

L’episodio di cui vi ho parlato nel paragrafo precedente, rispecchia appieno il concetto di flessibilità nelle decisioni. Chi sceglie che strada fare? Voi. Chi sceglie quando fermarsi? Voi…e soprattutto, chi sceglie quando ripartire da un luogo? Sempre voi.

La flessibilità si traduce anche nella possibilità di variare l’itinerario. Nella maggioranza dei viaggi on the road che ho fatto in passato, ho sempre cercato di prenotare con lungo anticipo i vari hotel e stabilire sin da subito le varie tappe. Ultimamente, invece, quando la stagione lo consente (ovviamente la bassa stagione) preferisco avere un’idea dell’itinerario da percorrere e scegliere le tappe al momento. Mi rende ancora più libero. Prenoto all’ultimo, quello che trovo trovo (sempre con determinati canoni di pulizia, decoro ed igiene) e passo la notte in posti e paesini impensabili, che probabilmente non avrei minimamente preso in considerazione in fase di organizzazione del viaggio.

In Irlanda, ad esempio, ci fermammo in una stupenda abitazione adibita a B&B lungo la Sky Road sulla costa oceanica irlandese. Non prenotammo neanche. Fu come tornare indietro nel tempo, entrammo… “c’è posto?” – si certo – “questa camera va bene?” – Assolutamente sì. E lì rimanemmo a dormire, con vista sull’oceano in un luogo sperduto senza alcuna altra abitazione nei dintorni.

viaggio on the road caratteristiche
La vista dal B&B lungo un ontheroad irlandese

Varietà di paesaggi, posti, persone

Quest’ultimo punto riassume i punti precedenti. Ogni viaggio on the road sarà diverso dal precedente anche se doveste ripercorrerlo pedissequamente.

ontheroad in irlanda paesaggi
Paesaggio lungo un ontheroad in Irlanda

Difetti di un viaggio on the road

Eccoci arrivati ai difetti di un viaggio di questo tipo. Ma se state leggendo questo articolo è perchè, immagino, anche voi amate i viaggi on the road e quindi, questi difetti, vi risulteranno delle “normali conseguenze”.

Fatica

Non nascondiamoci dietro ad un dito. Un viaggio on the road è faticoso. Ogni giorno, o comunque ogni 2/3 giorni, si cambia luogo dove dormire, si deve percorrere una strada, si devono affrontare decisioni ed imprevisti. Guidare diverse decine, se non centinaia, di chilometri al giorno è stancante. Così come è faticoso caricare e scaricare l’auto con i vari bagagli e fare check-in e check-out ogni mattina/sera.

Tempistiche da rispettare

Le varie attrazioni come musei, luoghi di interesse, eventuali luoghi in cui degustare, castelli, parchi, etc., hanno orari di apertura e chiusura. Dovrete essere bravi a organizzare al meglio gli spostamenti onde evitare di arrivare in un luogo e trovarlo chiuso. Il difetto, o comunque, il lato negativo dei viaggi on the road è che avrete da fare anche una fase di pianificazione durante il viaggio stesso e spostarvi di diverse decine di chilometri non sarà come spostarsi tra due stazioni della metro in un viaggio alla scoperta di una città.

Saper scegliere

Quando si fa un viaggio on the road si spazia all’interno di un territorio più o meno vasto. Le attività ed esperienze che potrete fare saranno molte, ma non le potrete far tutte. Dovrete selezionare le varie esperienze sulla base del vostro itinerario, dei tempi e delle disponibilità economiche. Bisognerà fare delle scelte e rinunciare a determinate esperienze.

Mi direte…questo avviene anche in un viaggio di altro genere, come ad esempio un weekend alla scoperta di una città. Certamente, con la differenza che durante un viaggio in macchina o camper, vi verranno in mente mille deviazioni possibili, mille ipotetici luoghi da visitare che non potrete e non avrete preso in considerazione in precedenza.

Problemi al mezzo di trasporto

Percorrendo così tanti chilometri, potrebbe anche capitare che il vostro mezzo vi faccia qualche scherzetto. Un guasto, un problema al motore, può accadere qualsiasi cosa. Ciò interferirà con i vostri progetti di viaggio. A me capitò in Spagna durante l’itinerario in Andalusia: io e la spia dell’olio costantemente accesa non siamo stati grandi amici.

Parcheggi e ZTL

Infine, il tasto dolente, quello che risulta dolente anche al più grande amante dei viaggi on the road: i parcheggi e le ZTL. Inutile dirvi quante volte mi sia capitato di finire in una ZTL di cui non sapevo l’esistenza, ecco…questo è davvero l’unica cosa che non amo dei viaggi on the road.

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